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Cultura
lunedì 29 agosto 2016.
Incontro tra la Cultura federale e cantonale con la Cultura del Moesano

E’ stata sicuramente una giornata intensa e ricca di informazioni quella vissuta in Mesolcina mercoledì 24 agosto dal capo della sezione Patrimonio culturale e monumenti storici dell’Ufficio federale della cultura, nonché delegato Unesco per la Svizzera Oliver Martin, dal sovraintendente cantonale dell’Ufficio monumenti storici dei Grigioni Simon Berger e dal suo collaboratore Fernando Ciocco (responsabile per il Moesano). Giunti in valle su invito della gran consigliera Nicoletta Noi-Togni (che ha organizzato la visita in collaborazione con il Centro culturale di circolo a Soazza), Martin, Berger e Ciocco sono stati accolti al Centro culturale a Soazza dall’ideatrice della giornata che ha subito illustrato lo scopo di questo invito: “La nostra è una regione piccola, siamo poco più di 8’000 abitanti, ma abbiamo a cuore il nostro patrimonio culturale. Vi abbiamo invitati per farvi innanzitutto sapere che ci siamo. In secondo luogo vogliamo mostrarvi le nostre opere d’arte e il nostro patrimonio culturale e naturale, per rendervi attenti che – se non si interviene - sono in pericolo. In terzo luogo vogliamo mostrarvi che, sebbene siamo in pochi, siamo ricchi di risorse umane, culturali e intellettuali, abbiamo realizzato dei progetti, altri li vorremmo realizzare, ma abbiamo bisogno dell’aiuto del Cantone e della Confederazione”. Per accompagnare gli ospiti Nicoletta Noi-Togni si è avvalsa della collaborazione di diversi studiosi e professionisti di Mesolcina e Calanca: il presidente del Centro culturale di circolo Luciano Mantovani, lo storico e ricercatore Luigi Corfù , il ricercatore Paolo Mantovani, l’archeologa e co-direttrice del Museo Moesano Maruska Federici-Schenardi, l’ispettore scolastico e presidente della Fondazione Cultura e Territorio di Cama Dante Peduzzi e l’ingegnere forestale Luca Plozza. Alla giornata hanno pure preso parte Margherita Cadenazzi e Vincenzo Sciuchetti (membri del Consiglio culturale del Centro culturale di circolo) e Aixa Andreetta (archeologa, membro della Commissione cultura del canton Grigioni e collaboratrice regionale della Pgi Moesano).
Nella sala del Centro culturale gli ospiti hanno dapprima potuto assistere ad un’interessante presentazione storica della Mesolcina da parte di Luigi Corfù. Con poche immagini Corfù ha saputo riassumere la storia e lo spirito della Valle e della regione. Il Moesano è fiero e indipendente ma anche aperto verso sud e nord, capace di superare le barriere linguistiche, ricco di patrimoni naturali e opere d’arte. Maruska Federici-Schenardi ha illustrato il patrimonio archeologico della regione, un patrimonio quasi del tutto invisibile. Il Moesano, corridoio che mette in contatto il nord con il mondo mediterraneo, era già popolato nella preistoria. I siti in cui vi sono stati i ritrovamenti più importanti sono Roveredo, Castaneda e Mesocco. Un diaporama preparato dal restauratore e docente alla Supsi Marco Somaini ha invece presentato agli ospiti alcune delle maggiori opere architettoniche e religiose del Moesano (i cui magistri - architetti e stuccatori – hanno saputo sapientemente realizzare qui ed esportare anche all’estero, in particolare in Baviera, nel Seicento e nel Settecento). Queste opere sono un vero e proprio biglietto da visita per il Moesano.
Dopo una visita alla cappella dell’Addolorata, ai piedi della chiesa di San Martino, dove Paolo Mantovani ha spiegato le particolarità di queste due opere e raccontato la loro storia, ospiti e accompagnatori si sono spostati al Centro didattico Nosáll-Rolétt, situato sopra il paese di Soazza, dove hanno potuto gustare un pranzo a base di prodotti tipici. Hanno poi avuto modo di rendersi conto che la ricchezza del Moesano è costituita anche dal territorio e dalla natura. Immersi nella bella selva castanile del Mont Grand, l’ingegnere forestale Luca Plozza ha presentato gli importanti progetti di ripristino delle selve castanili effettuati negli ultimi anni nel Moesano. “Progetti – ci ha tenuto a sottolineare Plozza – che la popolazione della valle ha da subito apprezzato e sostenuto, memore dell’importanza delle castagne e della castanicultura per i nostri antenati .” La particolarità delle selve di Soazza sono gli imponenti e numerosi castagni monumentali. Alcuni di loro hanno fino a 800 anni, hanno nutrito generazioni e generazioni di mesolcinesi e rivestono una grande importanza dal punto di vista culturale e della biodiversità.
Dalle selve castanili di Soazza ci si è poi spostati al castello di Mesocco. Luigi Corfù ha saputo descrivere cosi bene come dovevano essere stati il castello e tutte le sue fortificazioni (ben più vasti delle vestigia rimaste fino ai nostri giorni), con mura che andavano da una parte all’altra della valle, che ai presenti è sembrato di fare un tuffo nel passato. Corfù ha in seguito mostrato la splendida chiesa di Santa Maria del Castello con i suoi bellissimi affreschi per poi salire nella corte del castello, dove sono stati brevemente illustrati i lavori di conservazione e ristrutturazione fatti negli anni passati.

La giornata si è conclusa ai grotti di Cama. Dante Peduzzi, presidente della locale Fondazione Cultura e Territorio, ha condotto gli ospiti attraverso alcuni di questi grotti, che sono stati ricostruiti e rivitalizzati secondo i sistemi usati dai nostri anziani. Il progetto (partito oltre una decina di anni fa) ha interessato 46 grotti che per i nostri avi erano il frigorifero di casa. Particolare interessante è la maniera in cui questi grotti rimangono freschi: sono raffreddati naturalmente dall’aria che esce dalla montagna, queste aperture sono dette “fiadiree”. “E’ la terra – ha concluso Peduzzi – che respira direttamente nei grotti.”

Al termine della giornata è prevalso l’entusiasmo da parte degli ospiti. Martin e Berger sono stati favorevolmente colpiti sia dal patrimonio culturale e naturale presente in valle sia dall’iniziativa di chi si adopera per far sì che questo patrimonio sia valorizzato e conservato. “Vi assicuro – ha promesso Martin – che la Confederazione è sempre pronta a sostenere progetti del genere, dando una mano in modo pragmatico”. Dello stesso tono le affermazioni di Berger. “Il Canton Grigioni è molto vasto e c’è sempre da imparare. Noi dell’Ufficio cantonale dei monumenti storici vi sosteniamo volentieri nelle vostre iniziative e cercheremo di aiutarvi in tutti modi , anche finanziariamente, perché siamo convinti che gli interventi di oggi servono a noi ma anche ai nostri posteri.”

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Pazienta per un poco: le calunnie non vivono a lungo.
La verità è figlia del tempo: tra non molto essa apparirà per vendicare i tuoi torti.

Immanuel Kant

 
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