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Politica
martedì 30 agosto 2016.
AVSplus tutela gli anziani da decisioni antisociali
di Raoul Ghisletta

La recente ed assurda decisione della Commissione del nazionale della sicurezza sociale e della sanità CSSS minaccia le rendite dei futuri pensionati:
-  taglio del 12% delle rendite del secondo pilastro
-  nessun aumento compensatorio nell’ambito dell’AVS
-  aumento dei premi del secondo pilastro fino al 2%
-  gli ultracinquantenni non beneficeranno di alcuna soluzione ponte
-  l’età normale di pensionamento viene portata fino a 67 anni. Persino il presidente dell’Unione degli imprenditori svizzeri, Valentin Vogt, ha dichiarato che si sta tirando troppo la corda. E Doris Bianchi, segretaria dell’Unione sindacale svizzera per le questioni sociali, ha dichiarato che si sta preparando un massacro delle rendite.

Per fermare gli apprendisti stregoni appare quindi chiaro che occorre un chiaro sì del popolo all’iniziativa popolare AVSplus il prossimo 25 settembre. L’iniziativa stabilisce che entro due anni vi sarà un aumento del 10% delle rendite AVS, ossia mediamente di 200 franchi in più al mese per persone sole e 350 franchi al mese per i coniugi. L’approvazione dell’iniziativa popolare permetterà ai futuri pensionati di colmare le lacune nel secondo pilastro, che la Commissione del nazionale CSSS vuole tagliare in modo notevole. Un aumento del 10% delle rendite AVS, reso possibile da un contributo dello 0,4% in più per dipendenti e 0,4% in più per datori di lavoro, è la via giusta per combattere le difficoltà economiche degli anziani e dare loro vera dignità. Ricordo che nel periodo 1973-75 le rendite AVS sono state raddoppiate dalle autorità federali, il che mostra come nella storia dell’AVS sono stati fatti passi importanti e coraggiosi. Certo che negli anni ‘70 la classe politica dominante e i media erano diversi: erano più attenti ai bisogni del popolo e non orientati a destra come accade da tempo nel nostro Paese. Bisogna quindi rimettere la barra della politica sociale al centro e l’iniziativa AVSplus è l’occasione giusta per farlo. Questo è necessario soprattutto in un Cantone come il nostro dove subiamo una forte pressione al ribasso sui salari e una forte precarizzazione dei rapporti di lavoro a seguito della liberalizzazione e della globalizzazione, senza dimenticare i drammi della forte disoccupazione (quella reale, non quella burocratica) e dell’importante povertà esistenti in Ticino.

Raoul Ghisletta, granconsigliere PS

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