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Politica
martedì 6 settembre 2016.
Sì all’economia verde Pensando alle generazioni future
di Silva Semadeni

Se ne è parlato in dicembre anche a Parigi al summit internazionale sul clima: L’economia verde è l’economia del futuro, con un grande potenziale di progresso. Sappiamo da decenni ormai che le materie prime - come l’acqua, il suolo, l’aria pulita, la biodiversità, le ricchezze del sottosuolo e dei mari - sono preziose, che la loro disponibilità non è illimitata, che bisogna favorirne l’utilizzazione rispettosa e tener conto dell’intero ciclo di vita dei prodotti. Sappiamo che per affrontare le crescenti sfide ambientali e per mantenere la nostra qualità di vita occorre servirsi il più possibile di risorse rinnovabili, evitarne lo spreco, riciclare gli scarti, in breve: occorre cambiare passo per passo i modi di produzione e di consumo, affinché l’economia proceda sottobraccio all’ambiente. Lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali è la causa, tra l’altro, dei cambiamenti climatici, uno sviluppo negativo e costoso che si manifesta sempre più spesso anche da noi. E la Svizzera in questo non è all’avanguardia. Un esempio: Produciamo a testa 690 chilogrammi di rifiuti all’anno. È il tasso più alto in tutt’Europa. E l’85 percento dei rifiuti di plastica vengono bruciati e producono così inutilmente 1,2 tonnellate di CO2.

Le tecnologie fanno progressi da gigante
Conviene dunque agire, tanto più che, con il passaggio graduale all’economia verde, si aprono nuovi mercati, moderne tecnologie aumentano l’efficienza produttiva e la concorrenzialità delle imprese, si creano nuovi posti di lavoro e opportunità sostenibili di consumo. Riciclando coerentemente le materie prime si riduce anche la nostra dipendenza dall’estero. Le tecnologie moderne fanno progressi da gigante, basta pensare che Apple è stata fondata nel 1976, negli anni Ottanta solo pochi possedevano un computer! Questo veloce sviluppo avviene anche nel settore „cleantech“, nel settore delle tecnologie pulite. La capacità di crescita è già oggi evidente. Ed è questo sviluppo che l’iniziativa popolare „Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)“ vuole promuovere in Svizzera, vuole che si passi finalmente dalle buone intenzioni ai fatti. Sì, perché le misure facoltative delle imprese sono benvenute, ma non bastano, e se tutti gli abitanti del mondo vivessero come noi svizzeri, ci vorrebbero addirittura 2,8 pianeti Terra per soddisfare i bisogni di ognuno. L’economia verde in alcuni decenni sarà diventata la normalità.

Un obbiettivo a lungo termine
Il 25 settembre 2016 siamo chiamati a decidere. Accettando l’iniziativa per un’economia verde avremo tempo fino al 2050 per ridurre la nostra impronta ecologica da 2,8 pianeti a uno. Questo obiettivo è ambizioso, ma si tratta di un obiettivo a lungo termine, da realizzare tappa per tappa in modo ragionevole e sostenibile, un obiettivo che collima con le mete internazionali per l’ambiente e il clima. Gli strumenti previsti per la sua attuazione non sono nuovi e meno che meno rivoluzionari. L’iniziativa prevede misure per la promozione della ricerca e dell’innovazione; prevede prescrizioni sui processi produttivi, sui prodotti, sui rifiuti; prevede anche la possibilità di adottare incentivi fiscali. E tutto questo affinché la responsabilità ecologica non gravi solo sulle spalle dei consumatori e delle generazioni future.

Una richiesta ragionevole
Un’ultima considerazione: Il Consiglio federale afferma che „alla luce delle urgenti sfide ecologiche, la richiesta dell’iniziativa di rendere più vincolante la sostenibilità è legittima“. Il nostro Parlamento però ha respinto il moderato progetto elaborato dal dipartimento Leuthard, che avrebbe permesso agli inizianti di ritirare l’iniziativa. Questo dimostra che l’iniziativa è ragionevole e che gli oppositori prevedono infondatamente conseguenze radicali. Così, per raggiungere l’obiettivo di un’economia verde in un prossimo futuro, non resta che accettare l’iniziativa. Ed è questo che anch’io sollecito, perché, come dice un bel proverbio indiano navajo, „non ereditiamo la Terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.“

Silva Semadeni, consigliera nazionale PSGR

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Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.

Aristotele

 
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