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giovedì 8 settembre 2016.
F/A-18 precipitato nella regione del Susten: risultati provvisori

L’inchiesta in corso in merito all’F/A-18 precipitato nella regione del Susten ha rivelato che la sicurezza aerea a Meiringen ha ordinato un’altitudine troppo bassa per il settore da cui era decollato l’aereo. Quanto abbia inciso quest’ordine sull’incidente è oggetto delle indagini in corso che intendono far luce sull’accaduto e che attualmente non sono rivolte contro persone specifiche.

Sulla base del rapporto redatto negli scorsi giorni relativo all’F/A-18 precipitato nella regione del Susten la Giustizia militare ritiene opportuno chiarire quanto emerso. Dalle assunzioni preliminari delle prove del giudice istruttore militare i fatti sinora noti sono i seguenti:

lunedì 29 agosto 2016 poco dopo le 16.00 una pattuglia composta da due aerei da combattimento F/A-18 monoposto è decollata dall’aerodromo militare di Meiringen. Gli aerei si sono alzati in volo a un intervallo di 15 secondi l’uno dall’altro in direzione est. Meta della pattuglia era una zona d’esercizio delle Forze aeree nella regione del Sustenhorn-Dammastock, dove avrebbe dovuto svolgersi un’esercitazione di combattimento aereo con un F-5. La regione del Susten in quel momento era coperta da nuvole, motivo per cui la pattuglia era decollata seguendo le procedure di volo strumentale e non quelle di volo a vista. Il secondo pilota (trailer) seguiva il pilota decollato in precedenza (leader) grazie all’aiuto del suo radar di bordo. Non c’era un contatto visivo diretto tra i due aerei.

Pochi minuti dopo il decollo il secondo pilota ha perso il contatto radar con il leader. La causa di questa perdita di contatto è oggetto dell’inchiesta. In quel momento il secondo pilota si trovava ancora nella fase iniziale del volo sorvegliata dalla sicurezza aerea dell’aerodromo di Meiringen. Questa è gestita da skyguide su mandato delle Forze aeree. Il pilota ha chiesto al controllore del traffico aereo di Meiringen che gli venisse indicata un’altitudine adeguata a cui poteva continuare a volare. Questa procedura corrisponde alle prescrizioni regolamentari vigenti in caso di interruzione del contatto radar. Il controllore del traffico aereo ha ordinato un’altitudine di 10 000 piedi (ca. 3’050 m s.l.m.). Subito dopo ha affidato l’aereo alla sicurezza aerea di Dübendorf. Il pilota ha impostato la frequenza del suo apparecchio radio su quella della sicurezza aerea di Dübendorf.

Poco dopo il contatto radio con il secondo pilota si è interrotto. Come si è poi purtroppo scoperto, l’aereo si è schiantato contro l’Hinter Tierberg a un’altezza di 3’300 m s.l.m., e l’impatto con la montagna ha causato la morte del pilota 27enne. Non vi sono indizi che lasciano supporre che il seggiolino eiettabile del pilota sia stato azionato.

Come è risultato dall’inchiesta, l’altitudine ordinata dal controllore del traffico aereo era inferiore alla quota minima di sicurezza (cleared altitude) che per questo settore di partenza è di 14 300 piedi (ca. 4360 m s.l.m.). Per quale motivo il controllore del traffico aereo abbia ordinato questa altitudine troppo bassa e in che modo questo ordine abbia inciso sulla continuazione del volo, è oggetto dell’inchiesta. È altresì oggetto dell’inchiesta quale sia il rapporto tra la reazione del pilota a questo ordine e l’incidente.

Sino ad oggi non vi sono indizi che suggeriscono un guasto tecnico o una correlazione con l’impianto radar dell’aerodromo militare di Meiringen.

L’inchiesta in corso è un’assunzione preliminare delle prove che serve ad accertare i fatti e non è rivolta contro persone specifiche. Non si concentra attualmente su singoli elementi, ma considera tutte le ipotesi. È ancora troppo presto per vincolarsi a determinate varianti sulla dinamica dell’incidente. Il fatto che probabilmente non saranno disponibili dati preziosi del registratore dei dati di volo renderà necessari ulteriori accertamenti. L’inchiesta non si concluderà quindi prima della fine dell’anno.

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