• 11208 Almanacco del Grigioni Italiano 2018
  • 11205 Gerry Mottis - Terra bruciata
  • 11192 Mosconi sul sofà 4
  • 11083 Tracce del passato? No! Tracce del futuro?
  • 10954 SCOUT DEL MOESANO - Si ricomincia ...
Politica
venerdì 9 settembre 2016.
Un impegno nel nome della parità

Parità salariale, un altro passo avanti. Firmata a Berna la “Carta per la parità salariale nel settore pubblico” da Confederazione, cantoni e comuni. Dopo le insopportabili battute d’arresto negli scorsi mesi alle politiche di parità, giunge finalmente un segnale positivo. La realizzazione dell’uguaglianza di trattamento tra uomo e donna non può più attendere: è un’urgenza a cui non possiamo più sottrarci.

Il Gruppo Donne USS Ticino e Moesa accoglie favorevolmente l’iniziativa della Confederazione, che attraverso la “Carta per la parità salariale nel settore pubblico” vuole promuovere l’uguaglianza professionale e l’attuazione effettiva del principio costituzionale secondo cui “uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore”. L’impegno preso dai Cantoni e dai Comuni firmatari, tra cui il Canton Ticino e la città di Lugano, si declina nella fissazione di categorie salariali e nella valutazione delle funzioni professionali, anche per ciò che concerne le politiche di assunzione e di promozione professionale. La verifica regolare del rispetto del principio della parità salariale secondo standard riconosciuti, alla quale sono incoraggiati anche gli enti parastatali, è lo strumento di cui intendono dotarsi gli enti firmatari. Un punto nodale della Carta è senza dubbio l’impegno all’introduzione di meccanismi di controllo nel quadro degli acquisti pubblici e dei sussidi. Questo aspetto, se applicato in maniera puntuale, potrebbe avere un impatto, seppur minimo, anche sul settore privato da sempre restio alla concretizzazione di politiche volte all’applicazione del principio della parità tra uomo e donna. Una simile esperienza, in realtà, dovrebbe fungere da impulso affinché si individui un modello da applicare al settore privato, che preveda però strumenti di implementazione e controllo non più basati su logiche volontaristiche.

Il Gruppo Donne dell’Unione sindacale svizzera, che da sempre si batte per l’attuazione di misure incisive contro ogni forma di discriminazione di genere, non può che dichiararsi favorevole a questa iniziativa, poiché rappresenta un segnale positivo rispetto a tutta la serie di decisioni del Consiglio federale, che nell’ultimo anno ha dimostrato il suo disinteresse alle politiche della parità, ponendo vergognosi freni a progetti che invece avrebbero dovuto avere priorità nell’agenda politica. La discriminazione di genere non è più tollerabile e la realizzazione dell’uguaglianza sostanziale fra uomo e donna dev’essere l’obiettivo a cui tutte le società devono tendere. Questa parità sostanziale, che cancella le disparità di trattamento basate sulle differenze di genere, si realizzerà solo eliminando tutti i condizionamenti che pregiudicano l’esperienza lavorativa delle donne. E l’implementazione dell’uguaglianza salariale è un elemento imprescindibile per il quale non smetteremo mai di lottare.

Vogliamo di più, pretendiamo di più, meritiamo di più!

Chiara Landi, Presidente del Gruppo Donne USS Ticino e Moesa

top

Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
Sponsors