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Politica
domenica 18 settembre 2016.
Noi in Ticino ci soggiorniamo 365 giorni l’anno!

Il Ticino Ticket è dunque realtà. Il progetto portato avanti dal Dipartimento delle Finanze e dell’Economia (DFE) in collaborazione con il Dipartimento del Territorio (DT) che prevede, a partire dal 2017, di offrire ai turisti che pernottano in Ticino un titolo di trasporto gratuito è stato presentato ieri alla stampa. Il progetto, ritenuto addirittura strategico, permetterebbe, in concomitanza con l’apertura della nuova galleria di base del San Gottardo, di rilanciare l’intero settore turistico ticinese.

La Gioventù Comunista, per quanto di principio possa ritenere positiva tale iniziativa – si tratta comunque di un timido tentativo di rilanciare il turismo collegandolo a un’ottica maggiormente sostenibile - non può che denunciare la sfrontatezza dei suoi promotori. Sono anni infatti che il nostro movimento punta a rendere i trasporti pubblici gratuiti per i giovani in formazione e per gli anziani che percepiscono la complementare, allo scopo di promuovere una visione di mobilità sostenibile e di sgravare i costi, sempre maggiori, che ogni anno molte famiglie devono affrontare solo per permettere ai figli di raggiungere le loro scuole rispettivamente posti di apprendistato, in un contesto economico precario e subendo un servizio, che fra ritardi e sovraffolamento sta pure peggiorando.

Le nostre proposte sono state archiviate nel corso degli anni come populiste da sinistra e “troppo interventiste” da destra. Ora invece, il governo ticinese, continuando a dimenticarsi di chi nella nostra realtà ci vive 365 giorni all’anno, offre vantaggi ai soli turisti. Vantaggi che in larga parte sanno in tal modo garantiti proprio dalle già ben raschiate tasche della collettività. Per non perdere l’abitudine: cornuti e mazziati!

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C’è più imbecilli tra i dotti che tra gli ignoranti: più villanie si commettono in città che in campagna: più barbarismi diconsi nelle accademie che nel mercato: più atti di barbarie si fanno in gente incivilita che in barbara.

Niccolò Tommaseo, Pensieri morali, 1845

 
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