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Regionale
lunedì 26 settembre 2016.
Circolo di Roveredo - Origine e storia
di Gianpiero Raveglia

Il Circolo di Roveredo, come quello di Mesocco, affonda la sua storia in istituzioni nate nel Medioevo nell’ambito della General (o Universal) Valle Mesolcina e del Comungrande, dapprima sotto forma di Vicariati retti da un Vicario (Vicariati di Roveredo e Mesocco), poi di Comuni giurisdizionali retti da un Ministrale o da un Landamano (Giurisdizioni di Roveredo e di Mesocco) e poi dal 1851 nella forma attuale del Circolo (con la creazione di un Circolo supplementare, quello di Calanca, che a poco a poco era riuscito a staccarsi da Roveredo già in precedenza, dapprima a fine Settecento, nel 1794/96, come Calanca interna o interiore).
L’attuale denominazione di “elezioni di Vicariato” per le elezioni di Circolo (per urna), e la precedente di “assemblea di Vicariato” (elezione in assemblea popolare sulla Piazza Sot i Nos fino al primo decennio del Novecento), trova quindi la sua origine nella iniziale istituzione medioevale.

Interessante è anche la tradizione della bacchetta del Landamano (in dialetto “bachèta del Landama”), simbolo del potere giurisdizionale e punitivo del presidente di circolo. Questa tradizione si era inizialmente conclusa con il periodo di carica del Presidente di Circolo avv. Giovan Battista Nicola (1947-1955), ma è poi stata ripristinata in occasione della elezione dell’ultimo Presidente di Circolo di Roveredo nel 1996, su iniziativa della compianta Irma Bosio-Franchi.
Molto interessante è anche la storia del palazzo che ospitava il Circolo.
L’attuale edificio (Casa di Circolo) è stato costruito nel 1913-1915, ma nell’archivio di circolo esiste un progetto precedente dell’arch. Ettore Rusconi di Bellinzona molto differente da quello poi eseguito. In precedenza questo sedime era occupato dalla Zecca Trivulzio, fatta costruire dal conte Gian Giacomo Trivulzio dopo il 1487, preceduta dalla edificazione del Ponte di Valle in pietra (nel 1486) che vi sboccava davanti, ponte poi danneggiato dall’alluvione del 1951 e demolito poco dopo per lasciare il posto a un ponte in cemento armato. L’edificio della Zecca, dopo la fine della signoria dei Trivulzio e il riscatto della Mesolcina nel 1549, fu adibito a sede dei processi criminali della Giurisdizione di Roveredo e a carcere preventivo (chiamato fino a metà Ottocento Casa di Residenza o Residenza). L’attuale Casa di Circolo è stata poi venduta a fine 2009 al Comune patriziale di Roveredo che intende farne la sua Casa patriziale.
Negli ultimi anni di attività il Circolo di Roveredo si è trasferito al quarto piano del Centro Regionale dei Servizi di Roveredo, dove disponeva di comodi uffici al passo con le odierne esigenze.

Con la riforma giudiziaria del 2009/2010 una importante storia millenaria, viva e vegeta, legata ai Circoli, e in particolare ai Circoli di Roveredo, Mesocco e Calanca, è andata distrutta.
Solo alcune vestigia (in particolare la Casa di Circolo, che ha trovato una nuova funzione) resteranno a ricordo e monito di questo importante passato.

Gianpiero Raveglia
già Presidente di Circolo


La Casa di Circolo di Roveredo, inaugurata nel 1915 (ora Casa Patriziale), vista dalla Piazza Sot i Nos

Dettaglio del portale della Casa di Circolo con la data d’inaugurazione (1915)

Allegoria della Giustizia dipinta nel 1923 da G. Bonalini, nella sala di Circolo (dettaglio)

Il Ponte di Valle del 1486, demolito nel 1954 dopo l’alluvione del 1951; stampa (litografia) del 1878 di Eckenbrecker/Cross, colorata

La bachèta del Landama dell’avv. Giovan Battista Nicola (1947-1955), a sinistra, e quella dell’ultimo Presidente di Circolo di Roveredo (1996-2015), a destra



Per approndimenti:

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