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giovedì 6 ottobre 2016.
MORCOTE È IL PIÙ BEL VILLAGGIO DELLA SVIZZERA

Per la seconda volta consecutiva, una località della Svizzera italiana si è imposta nel concorso nazionale promosso da Ringier e SSR. La manifestazione, nata nel 2012, vuole far meglio conoscere al grande pubblico i tesori paesaggistici, escursionistici e culturali del nostro Paese.

La selezione era iniziata il 1° giugno; come da regolamento, chiunque poteva proporre il nome di un Comune di non oltre 3’000 abitanti. Una giuria ha successivamente selezionato 12 candidati - 3 villaggi per ogni regione linguistica - da sottoporre al voto popolare: per la Svizzera italiana Breno, Lavertezzo e Morcote.
Dal 20 luglio al 17 agosto una votazione ha designato i 4 finalisti: accanto a Morcote, St. Ursanne (Giura), Binn (Vallese germanofono) e il romancio Ardez. Dal 31 agosto al 28 settembre gli Svizzeri sono stati chiamati alla scelta del vincitore.
707 abitanti, Morcote si è brillantemente imposta grazie anche alle preferenze espresse da Svizzeri tedeschi, Romandi e Svizzeri di lingua romancia. La località sul Ceresio - con il suo Parco, il Castello, la Torre medievale del Capitano, i portici costruiti tra il XIV° e il XVI° secolo - è del resto una delle più frequentate destinazioni turistiche dell’intera Confederazione. Il villaggio sul Ceresio, così ricco di storia e tradizione, bissa il successo ottenuto nell’edizione 2015 da Soglio (Bregaglia). Questo nuovo risultato straordinario ci ricorda una cosa: viviamo in un territorio magnifico che vogliamo e dobbiamo conservare e valorizzare per proporlo a noi stessi, ai nostri connazionali e al mondo intero.

Come si legge sul sito del Comune, Morcote deriva dal latino mora, che indica un’area sassosa, e caput, che sta per testa o fine. Moraecaput significa pertanto “fine del monte o della roccia” e, descrivendo la posizione del villaggio, indica la punta della penisola. Il nome appare per la prima volta in un documento dell’anno 926.

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C’è più imbecilli tra i dotti che tra gli ignoranti: più villanie si commettono in città che in campagna: più barbarismi diconsi nelle accademie che nel mercato: più atti di barbarie si fanno in gente incivilita che in barbara.

Niccolò Tommaseo, Pensieri morali, 1845

 
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