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Cultura
giovedì 6 ottobre 2016.
Uomo a mare ... indesiderato a terra!
di Teresio Bianchessi
UOMO A MARE… INDESIDERATO A TERRA
di

Teresio Bianchessi

www.teresiobianchessi.it
blog: teresiobianchessi.wordpress.com



A mare

Il titolo: “Uomo a mare… Indesiderato a terra” mi è venuto spontaneo seguendo le trasmissioni che la TV italiana ha dedicato alla prima “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione e dell’accoglienza” voluta dal Governo per ricordare la tragedia del 3 ottobre del 2013 avvenuta al largo di Lampedusa, dove annegarono 368 persone, in gran parte Eritrei, che fuggivano dal loro paese con la speranza di una vita degna di questo nome. I servizi dall’isola di Lampedusa erano toccanti e dalle dichiarazioni di tutti i soccorritori, qualunque divisa essi indossassero, emergevano faticose e concrete storie di uomini raccolti in mare, esausti, disperati, sfruttati, calpestati prima e durante il viaggio.
Storie di famiglie, di genitori, di figli costretti, sì, costretti ad affrontare per terra o per mare sentieri sconosciuti; drammi di padri che perdono i figli, di figli che perdono le madri; storie di sopravvissuti con la morte nel cuore.
A Lampedusa l’“Uomo a mare”, salvato da un marinaio, da un carabiniere, da un pescatore, da un isolano, ha voluto essere presente alla cerimonia per piangere i morti, per ringraziare e riabbracciare il suo salvatore, e lì, nella minuscola isola, primo approdo all’Europa, in mezzo al mare, ha vinto la forza dell’accoglienza, ha trionfato l’”Uomo” che incontra il suo simile in grave difficoltà, disperato.

A terra

Nei centri di accoglienza.
Nei campi profughi.
Nelle tendopoli.
Davanti alle stazioni ferroviarie.
Davanti ai porti.
Fermi ai confini.
Quanti sono?
Dati ufficiali parlano di poco più di due milioni di migranti che fra il 2015 e i primi nove mesi del 2016 hanno attraversato il mediterraneo.
Dati ufficiali indicano in oltre settecento milioni gli abitanti della sola Europa. I dati, soprattutto quelli che riguardano il flusso dell’immigrazione, variano e discordano fra le varie fonti statistiche, certo è che il rapporto: popolazione europea, e migranti, si traduce in una percentuale modesta.

I Governi

I Governi mondiali sono pronti solo ad inviare in azioni di guerra truppe, consulenti militari, armi?
Sono così incapaci, i Governi, di una politica estera che sappia creare corridoi, visti e ammissioni umanitarie per questi disperati?
Sono così impotenti, i Governi, di fronte ai malavitosi che sfruttano questi migranti?
Incapaci, i Governi, di intervenire per sradicare le cause che spingono, soprattutto i giovani africani, a lasciare il loro paese?
Possibile che sia davvero senz’anima questa Europa?

In un piccolo paese dell’entroterra ligure

Prima di rientrare dalle vacanze, scendendo a sera in paese per un gelato, sono stato attirato dalle luci che illuminavano il campo sportivo.
Era in corso una partita di calcio: la squadra locale era schierata contro una formazione formata e sostenuta da 25 giovani africani che il paese, 1500 abitanti, ospita da oltre un anno.
Ai tifosi di colore che assistevano al match a bordo campo, ho chiesto:
“Chi vince?”.
“L’Italia, 5 a 1”.
Ed erano contenti.

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