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Regionale
domenica 9 ottobre 2016.
Parc Adula: i sindaci di Mesocco, Soazza e Rossa invitano gli omologhi di Blenio, Hinterrehin e Surselva

Lo scorso venerdì 30 settembre 2016 presso l’hotel Bellevue a San Bernardino si sono ritrovati una quindicina di rappresentanti dei Comuni che partecipano al progetto di parco nazionale di nuova generazione Parc Adula. L’idea è nata dai sindaci di Mesocco, Soazza e Rossa, 3 dei Comuni del Moesano toccati dal progetto, ed aveva come scopo quello di conoscersi meglio e di discutere rischi ed opportunità in vista della votazione di fine novembre 2016.

Dalla discussione è emerso che la maggioranza dei municipi riconosce che le opportunità offerte dal Parco siano maggiori degli svantaggi. In generale si concorda sull’importanza dell’informazione alla popolazione che verrà organizzata nei prossimi mesi: essa dovrà fare chiarezza sui punti più sensibili permettendo di eliminare molte delle paure presenti. In merito all’esito della votazione è stato manifestato un cauto ottimismo da parte dei partecipanti soprattutto per quei comuni che hanno in prevalenza zona periferica. Nei comuni con molta zona nucleo l’esito è più incerto; proprio qui sarà necessario investire maggior energia nella spiegazione del progetto e proprio qui si chiede alla popolazione di fare uno sforzo partecipando alle manifestazioni e serate che verranno organizzate su più fronti.

Di seguito riportiamo l’opinione dei sindaci Leone Mantovani di Soazza, Christian De Tann di Mesocco e Graziano Zanardi di Rossa che hanno promosso l’incontro.

Da dove è partita l’iniziativa di questo incontro?
Mantovani: da 16 anni stiamo lavorando a questo progetto, nato dalla volontà dei nostri Comuni e che lega le 5 regioni di montagna che si trovano attorno alle nostre vette ed in particolare all’Adula o Rheinwaldhorn. Nel frattempo i nostri rappresentanti all’interno del gruppo operativo si sono succeduti cosi come i sindaci ed i municipali. Io sono forse uno dei più longevi in questa funzione e poter ritrovare o conoscere gli omologhi degli altri Comuni l’ho giudicato importante in vista del termine di questa fase di istituzione del Parco nazionale. Spero che questa mia iniziativa indipendentemente dall’esito della votazione possa continuare.
Con quale scopo?
Mantovani: lo scopo come detto è quello di conoscersi e soprattutto poter scambiare le opinioni al di fuori di un ambito istituzionale. In questo caso il tema era legato al parco ed in particolare alla prossima votazione del 27 novembre, ma di tematiche importanti che accomunano i nostri Comuni di montagna ve ne sono molte e spesso non si ha l’opportunità di poter interagire con enti locali che vivono le stesse problematiche. In fondo siamo vicini ma non ci conosciamo o comunque non interagiamo abbastanza. Due Cantoni, 3 lingue, culture diverse ma problematiche analoghe.
Quale futuro vede per il suo Comune e per i Comuni della “regione dell’Adula” De Tann: credo che i nostri villaggi siano zone di qualità dove poter abitare anche in futuro. Lo sviluppo di attività economiche è importante per poter mantenere viva la comunità offrendo lavoro ai giovani. È tuttavia importante andare di passo con le necessità locali e soprattutto con le dimensioni delle strutture locali. Credo che il progetto di parco nazionale possa dare un impulso in questo senso, senza stravolgere la quotidianità delle nostre valli, ma essendo a disposizione quale piattaforma per creare piccole attività e migliorare l’offerta turistica e culturale. In fondo quest’iniziativa mette nelle nostre mani uno strumento che ogni Comune potrà al meglio utilizzare. Ogni nuovo posto di lavoro o piccola attività commerciale o di ristorazione fatta bene e con passione sarebbe per il Comune di Mesocco e per San Bernardino un bel risultato.
Nell’incontro avete potuto affrontare i temi caldi che sposano gli scettici? Zanardi: purtroppo i veri scettici non hanno partecipato al nostro incontro e questo lo reputo un peccato. In fondo avere un’opinione è legittimo e confrontarsi è doveroso.
Da parte mia ho potuto constatare che non ci saranno sacrifici nella zona periferica oltre a quelli attualmente vigenti. Mi sono confrontato con il sindaco di Mesocco e con i municipali di Blenio, i quali come Rossa detengono superfici in zona nucleo, e abbiamo visto come le limitazioni di cui si parla spesso sono già presenti come ad esempio le bandite di caccia. Altre limitazioni che riguardano i rustici nella zona nucleo o gli alpeggi concernono un numero veramente ridotto di persone. Consiglio a tutti di visionare la carta geografica del Parco ed ai pochi che hanno delle costruzioni o attività nella zona nucleo di informarsi nel dettaglio presso i responsabili dell’associazione Parc Adula o durante le serate pubbliche.
Il Parco è solo uno strumento aggiuntivo che darà alle comunità come le nostre ulteriori possibilità di potersi mettere in gioco per valorizzare maggiormente il nostro bellissimo territorio. Tutto dipenderà da noi e in questi dieci anni abbiamo l’ulteriore possibilità di modellarlo a nostra somiglianza o abbandonarlo.
Quale è il vostro auspicio per la votazione del 27 novembre?
De Tann: Purtroppo siamo oggi abituati a dover decidere velocemente su un tema di forte impatto emozionale. Sentire parlare di protezione della natura e divieti per la popolazione locale può risvegliare sentimenti contrastanti e far decidere di pancia che il progetto sia qualcosa di negativo. In fondo dire di no è facile, specialmente se si ha paura di scoprire qualcosa di nuovo che potrebbe cambiare le nostre abitudini. Credo che per chi non abbia ancora una chiara idea sul progetto sia importante informarsi partecipando alle presentazioni pubbliche dei prossimi mesi o leggendo la Charta del parco che da subito può essere scaricata online o consultata nelle nostre cancellerie. Conoscendo il progetto da vicino si scoprono le tante piccole opportunità che tutte assieme valgono di gran lunga qualche piccolo sacrificio.
Zanardi: invito tutta la popolazione ed in particolare le persone ancora indecise a volersi informare correttamente attraverso la documentazione disponibile sul sito Parc Adula e presso le Cancellerie comunali, evitando di credere a chi qualifica il progetto come un insieme di divieti e punti negativi, sminuendo con toni discutibili gli addetti ai lavori e gli amministratori comunali che da oltre 16 anni si impegnano per la riuscita di questo importante progetto a favore della nostra comunità alpina. Non votiamo il progetto di Tizio, Caio o Sempronio ma un progetto per tutti nato dal basso con il coinvolgimento dei comuni e delle società operanti sul territorio.

Intervista a cura di Paolo Papa e Sacha Bricalli, Pro Parc Adula Moesano

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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