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Lettere dei lettori
mercoledì 12 ottobre 2016.
L’isola delle coccinelle di San Vittore
di Letizia Galli

Pubblichiamo volentieri la lettera di questa giovane maestra, lettera che vuole essere di stimolo e di invito alle mamme affinché possano far crescere i loro bimbi in ambienti sani e gioiosi.

Care lettrici, cari lettori,
un bebè-un bambino-un giovanotto-un adulto-un signore e un anziano … ma il bebè per diventare tutto questo ha bisogno di affetto e di amore. Da parte di un genitore, di un nonno, di una sorella, di un’amica, di una maestra. Si di una maestra. Può essere parte importante per un bebè per poi diventare un bambino. Portare un bambino in un asilo nido, un pre-asilo, in un luogo dove può giocare e confrontarsi con suoi simili, è un’opportunità di crescita, di essere accolto in un nuovo mondo, un modo per imparare nuove cose.
Le reazioni dei bambini con la nuova maestra, sconosciuta all’inizio, sono diverse per ognuno di loro. Bisogna rispettare il tempo di ogni bambino.
Siamo noi che ci adeguiamo al bambino e non lui a noi. Entrano in un posto nuovo, più grande, conforme alle loro esigenze.
Il bambino timido, in un primo momento si nasconde dietro alla gamba della mamma, poi prende confidenza e inizia a esplorare il pre asilo, magari a manina con la maestra, se decide di fidarsi.
Il bambino poco timido invece si guarda attorno e va subito a giocare. Nel mio caso, all’isola delle coccinelle vanno diretti alla cucina e poi provano a coinvolgere la mamma o la maestra.
Se è il bambino a coinvolgere la maestra è un buon segnale, perché vuol dire che si sente a suo agio e non ha difficoltà a comunicare e a lasciarsi andare con gli altri bambini. Se invece è la maestra a coinvolgere il bambino è già un punto di partenza positivo. Fidatevi, i bambini hanno bisogno di vivere nuove esperienze con altri bambini.

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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