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Editoriale
venerdì 21 ottobre 2016.
Sì, prima "tutti" i nostri!
di Giuseppe Russomanno

È scoppiata la guerra tra i poveri per difendere il benessere dei benestanti!
Questo mi viene in mente quando leggo o sento parlare della questione che sembra dividere gli abitanti di due regioni che pur appartenendo a due nazioni diverse fanno parte della stessa etnia e si barcamenano più o meno alla stessa maniera per cercare di vivere nel migliore dei modi.
La prima cosa che sarebbe utile sapere è se "prima i nostri" si riferisce anche alla classe degli operai o solo alla classe dei politici-professionisti che, in questo periodo, sta cominciando a scorgere le prime nuvole scure all’orizzonte e, spinta dalla paura di perdere privilegi e senso di sicurezza già acquisiti, cerca di sobillare la pur sempre manipolabile classe operaia, scatenando appunto una guerra tra poveri che indebolirà tutti a soddisfazione di pochi!
Se l’oggetto del contendere dipendesse soltanto dal buon proposito di dare il lavoro prima ai nostri lavoratori e poi agli stranieri non ci sarebbe motivo di allarmarsi in quanto tutti possono capire che la cosa è più che giusta ed è chiaro a tutti che prima vengono i nostri e poi gli altri! Tra l’altro, gli altri, non hanno nessun potere decisionale in casa nostra e quindi debbono per forza accontentarsi di quello che gli viene accordato se gli viene accordato!
Il motivo è un altro? Molto probabilmente sì e molti ricorderanno la fantomatica arma di distruzione di massa che doveva essere in mano a Saddam e che invece servì agli Stati Uniti d’America come pretesto per invadere e distruggere uno stato sovrano!
Naturalmente, in seguito, si scoprì che le armi di distruzione di massa non esistevano ma intanto lo scopo era stato raggiunto e chi perde ha sempre torto!
Se lo scopo di questa battaglia fosse solo quello di favorire tutti i nostri, si sarebbe già dato il via, in modo discreto ed efficace, ad una campagna di sensibilizzazione e di interventi per convincere tutti i nostri a dare la precedenza a tutti i nostri e per tutti i nostri intendo anche i negozi, i ristoranti, gli alberghi, gli artigiani ecc, senza cadere nel facile ritornello dei prezzi troppo alti applicati nelle nostre zone perché altrimenti si dovrebbe parlare di stipendi troppo alti, affitti alti, ecc. e si ricadrebbe in un circolo vizioso senza uscita!


Giuseppe Russomanno
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Non è possibile o non è facile mutare col ragionamento ciò che da molto tempo si è impresso nel carattere.

Aristotele

 
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