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Fuori regione
mercoledì 19 ottobre 2016.
Passo avanti nella lotta contro l’HIV grazie anche ai ricercatori dell’EOC

Una piccola parte delle persone colpite dall’HIV produce anticorpi dotati della soprendente capacità di reagire contro diversi sottotipi del virus dell’immunodeficienza umana che circolano a livello planetario e non solo contro quello specifico che ne ha causato l’infezione. I ricercatori dello studio svizzero della coorte HIV, di cui fa parte anche il Servizio malattie infettive dell’Ospedale Regionale di Lugano condotto dal Prof. Dr. med. Enos Bernasconi, sono riusciti a definire i fattori che inducono il sistema immunitario a produrre un particolare tipo di anticorpi che neutralizza un grande numero di ceppi dell’HIV. Questa scoperta è un importante passo sulla via di un futuro vaccino contro l’HIV, responsabile dell’AIDS. I risultati della ricerca svizzera sono appena stati pubblicati sulla prestigiosa rivista medica internazionale Nature Medicine.

Precedenti ricerche hanno evidenziato che solo l’1% delle persone infettate dall’HIV producono anticorpi in grado di un neutralizzare numerosi ceppi del virus. Il gruppo di ricercatori svizzeri, guidati dall’Università e dall’Ospedale universitario di Zurigo, hanno dal canto loro esaminato 4500 persone infette, identificando 239 persone in grado di produrre questo particolare tipo di anticorpi. Dal 1988 lo studio raccoglie e analizza in forma anonima i dati sul decorso dell’infezione da HIV in persone che ne sono affette. Lo scopo dello studio è di incrementare le conoscenze sul decorso della malattia e sull’epidemia. Inoltre, si cerca di valutare l’efficacia e gli effetti secondari di nuovi medicamenti e terapie, come pure di studiare la relazione tra fattori sociali, finanziari e il decorso della malattia.
Tre fattori importanti
Lo studio ha dimostrato che la quantità e la varietà dei virus presenti nella persona affetta, così come la durata dell’infezione nel periodo senza trattamento antivirale intervengono in modo indipendente fra di loro nella creazione degli anticorpi a largo spettro d’azione. Ciò significa che questi tre parametri possono essere considerati separatamente nei modelli elaborati per la produzione di un vaccino. Un secondo fattore scoperto dai ricercatori svizzeri riguarda l’etnia: nelle persone di pelle scura contagiate dall’HIV si constata una produzione più frequente di questi speciali anticorpi. Il terzo fattore rilevato riguarda il ruolo dei differenti sottotipi di virus nell’indurre la formazione degli anticorpi. Queste scoperte costituiscono un nuovo importante tassello del complesso sistema che permetterà un giorno di sviluppare un vaccino efficace contro l’HIV.
L’alto livello della ricerca all’EOC
Questo risultato è un’ulteriore conferma della dimensione sicuramente nazionale ormai assunta dalla ricerca scientifica in Ticino. In particolare, l’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) si distingue per il numero in costante crescita delle pubblicazioni dei suoi ricercatori. Anche il numero degli studi pubblicati su riviste nazionali e internazionali ad alto impatto è in costante crescita. Oggi, l’EOC è in grado di reggere il confronto anche con un grande ospedale cantonale come quello di San Gallo sia per il numero di pubblicazioni che per il loro impatto nel mondo scientifico.

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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