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Politica
venerdì 28 ottobre 2016.
La Posta smantella ancora il servizio pubblico!

La Posta Svizzera ha annunciato la chiusura della metà degli uffici postali sopravvissuti alle varie ondate di tagli iniziate una quindicina di anni fa. Se nel 2001 il popolo svizzero poteva contare su 3’500 uffici postali distribuiti sul territorio nazionale, oggi ne restano 1’500 che ora saranno ridotti a soli 800.

Ciò premesso pongo le seguenti domande:

1. Come ritiene di dover intervenire il Consiglio di Stato per fare pressione sui vertici de La Posta e tutelare gli interessi dei cittadini ticinesi che si vedono regolarmente tagliare i propri servizi pubblici?
2. Quanti sono gli uffici postali che saranno smantellati nel Canton Ticino e quanti lavoratori residenti nel nostro Cantone saranno colpiti dalla misura?
3. Quanti sono gli abitanti ticinesi che già oggi non dispongono più di un ufficio postale entro i limiti ragionevoli di distanza fissati dal Consiglio federale?
4. In caso la “strategia” aziendale de La Posta non dovesse cambiare, il Sindacato Autonomo dei Postini (SAP) ha proposto ai Cantoni che si oppongono allo smantellamento degli uffici postali di creare una Posta inter-cantonale e sviluppare una rete propria. Come valuta il Consiglio di Stato questa proposta?

Massimiliano Ay (Partito Comunista)

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“Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.”

ORIANA FALLACI

 
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