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Fuori regione
domenica 6 novembre 2016.
L’uscita dal nucleare crea nuovi posti di lavoro

Un nuovo studio dell’Università delle scienze applicate di Zurigo (ZHAW) ha confrontato le conseguenze in termini di posti di lavoro dell’iniziativa per l’abbandono del nucleare con quelle della Strategia energetica 2050 e dello status quo. Risultato: l’approvazione dell’iniziativa il 27 novembre 2016 genererebbe in poco tempo dai 5’000 ai 6’000 nuovi posti di lavoro.

Nel dibattito pubblico sull’iniziativa per l’uscita pianificata dal nucleare sono soprattutto gli argomenti privi di fondamento della lobby dell’atomo a far discutere. Sono invece finora state trascurate le reali opportunità economiche dell’iniziativa: un nuovo studio della ZHAW di Zurigo commissionato dalla Fondazione Svizzera dell’Energia (Schweizerische Energie-Stiftung SES) mostra infatti che l’uscita pianificata dal nucleare permette di creare migliaia di nuovi posti di lavoro.

Uscita dal nucleare crea 5’000 fino a 6’000 nuovi posti di lavoro
La sostituzione delle centrali nucleari con energie rinnovabili comporta la creazione di numerosi nuovi posti di lavoro. Già solo l’espansione delle rinnovabili prevista dalla Strategia energetica 2050 permetterebbe di crearne circa 2’000. Una sostituzione di tutte le centrali entro il 2029 come previsto dall’iniziativa popolare implicherebbe la creazione di 5’000 fino a 6’000 nuovi posti di lavoro; la somma esatta dipende in particolare da come si sviluppano l’inflazione generale, i prezzi per determinate componenti e l’impiego delle batterie. «Ciò corrisponde a circa una volta e mezzo i posti di lavoro attuali dell’azienda elettrica Axpo», dichiara il responsabile dello studio Prof. Jürg Rohrer. La sostituzione completa dell’elettricità nucleare con energie rinnovabili entro il 2030 è fattibile, sottolineano i ricercatori.

Il fotovoltaico è anche fonte di lavoro
L’effetto principale è da ricondurre all’espansione del fotovoltaico, la tecnologia rinnovabile che può essere installata più in fretta. Stando allo studio, per la sostituzione di tutte le centrali nucleari sarebbe necessario sfruttare soltanto due terzi del potenziale attuale che sussiste sui tetti della Svizzera.

L’uscita pianificata dal nucleare è una grande opportunità
Il settore delle energie pulite, le piccole e medie imprese nonché tutti coloro i quali possono beneficiare della transizione energetica hanno capito da tempo che l’approvazione dell’iniziativa per l’uscita dal nucleare costituisce una grande opportunità: «L’uscita dal nucleare permette di pianificare con sicurezza l’espansione delle rinnovabili» osserva il responsabile di progetto della Fondazione Svizzera dell’Energia Felix Nipkow.

Cifre calcolate con cautela
L’autore dello studio Prof. Jürg Rohrer sottolinea che per i relativi calcoli sono stati utilizzati presupposti prudenti. «Non sono ad esempio stati presi in conto i nuovi posti di lavoro necessari per lo smantellamento delle centrali e per lo smaltimento delle scorie radioattive.»

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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