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giovedì 10 novembre 2016.
Roveredo GR: via l’autostrada, ma salvate i Tre Pilastri!
di Gerry Mottis

Dopo 50 anni finalmente il paese di Roveredo è stato ricucito. L’autostrada A13, che tagliava in due il borgo, è stata chiusa e verrà smantellata completamente nei prossimi due anni. Oltre a riportare la pace e la serenità acustica a tutto il vicinato, l’opera di smantellamento andrà a favore di tutti gli abitanti che vedranno sorgere importanti opere residenziali e di svago laddove regnava imperiosamente il traffico.
Ciononostante, mi preme ricordare alle Autorità municipali e comunali, nonché a tutta la popolazione, che dal punto di vista storico, culturale e artistico, la zona adiacente all’autostrada che verrà smantellata è storicamente sensibile: si tratta del luogo dove risiedono ancora oggi i famigerati Tre Pilastri. Mi auguro sentitamente che tali vestigia del passato non siano solo salvate, ma anche valorizzate giacché patrimonio importante (e monito del passato) di Roveredo e di tutta la Valle.
Ricordo che i Tre Pilastri rappresentano il luogo terribile ove si ergeva il patibolo per le condanne a morte dei criminali (per decapitazione o impiccagione) e di molte streghe, spesso innocenti (sul rogo). Un luogo di supplizio voluto e « donato » dai Conti Trivulzio ai suoi sudditi nel 1542, poco prima della liberazione della Mesolcina del 1549, data memorabile che segnò la nascita del Comungrande di Mesolcina.
Ricordo inoltre che durante la costruzione della A13 (quell’autostrada ora chiusa) fu fatta una scoperta sensazionale proprio in zona Tre Pilastri, e cioè furono ritrovate 30 tombe di epoca romana (del 1° e 2° sec. d.C.), comprendenti anche diversi oggetti di arredo (oggi conservati presso il Museo Retico di Coira).
Bastino dunque queste due osservazioni per invitare caldamente le Autorità a tenere conto di questo importante luogo storico che ci parla di un lontano passato, spesso buio e violento, ma che va assolutamente salvaguardato e tramandato, nonché spiegato, alle nuove generazioni. Sarebbe auspicabile, ad esempio, la creazione di un percorso con cartelloni didattici che ne valorizzino la zona, incentivando così anche il turismo storico-archeologico.
Un’opportunità, dunque, supplementare e da non perdere!

Gerry Mottis, docente di storia

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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