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Cultura
giovedì 8 dicembre 2016.
Le cappelle lungo la mulattiera di Verdabbio

Dalla notte dei tempi l’uomo ha sentito l’esigenza di stabilire un forte legame con il proprio territorio. Molte sono le tracce e i simboli che materializzano quest’esigenza: incisioni sui sassi, incisioni sulle rocce, cippi agli angoli di strada, ecc. Le sorgenti, i crocevia e i luoghi in cui l’uomo era solito passare erano segnati anche con delle piccole costruzioni che oggi prendono il nome di cappelle o edicole votive.
Nelle nostre regioni le cappelle sono testimonianze di una realtà religiosa di un mondo contadino ormai scomparso. Avevano spesso la funzione di rassicurare il viandante lungo il suo cammino in vari punti cruciali del suo percorso, agli incroci, nei punti di sosta, all’ingresso degli abitati, nella parte finale di un sentiero, su un alpeggio, nelle tappe delle processioni (rogazioni), sul tracciato verso un luogo di culto, ecc. Oggi stiamo perdendo il loro vero significato e, quando va bene, le osserviamo dal lato estetico o etnografico.
Un gruppo incaricato dal municipio di Verdabbio e dalla fondazione ecclesiastica ha raccolto i fondi necessari per recuperare le sette cappelle che si trovano lungo il sentiero che dal villaggio porta verso i Piani di Verdabbio. Le piccole costruzioni sacre risalenti tra il XVI e il XIX secolo sono ormai in un pessimo stato di conservazione, non solo per quanto riguarda le decorazioni pittoriche, ma anche per ciò che concerne la struttura muraria e le coperture in piode.
Grazie all’appoggio dell’Ufficio Monumenti Storici del Cantone, con il sostegno della Confederazione e di fondazioni private, è ora possibile dare inizio alla prima fase di interventi che comprende la sistemazione dei tetti in piode, la riparazione della muratura, la sostituzione delle grondaie e il consolidamento degli intonaci. In una seconda fase si provvederà ad un restauro conservativo e ricostruttivo delle decorazioni astratte. In una terza fase si studierà la protezione dei dipinti figurativi conservati, ma non completamente visibili.
L’opera di ripristino sarà condotta da ditte locali sotto la guida del restauratore Marco Somaini e con la coordinazione del progetto da parte di Dante Peduzzi per la Fondazione Cultura e Territorio.
FCT

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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