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Fuori regione
venerdì 20 gennaio 2017.
Olimpiadi 2026: raccogliamo la sfida!
da VDSB

Da qualche mese si discute tra fautori e contrari sull’opportunità o meno di proporre una nuova candidatura grigionese per i giochi olimpici invernali 2026. Per taluni sembra fuori posto e politicamente poco etico voler presentare una tale canditatura dopo la bocciatura dello stesso argomento avvenuta, sebbene a risicata maggioranza, quattro anni orsono. Per moltri altri, per il Governo e Gran Consiglio questa candidatura rappresenta la volontà del canton Grigioni a voler mettersi in gioco e provare a invertire una tendenza negativa che pone il nostro cantone in vari ambiti a livello nazionale nel ranking dei cantoni meno attrattivi e con poca progettualità rispetto ad altri.
E’ un vero peccato che in questa discussione globale poco si parla di sport e del valore che genera in fatto di universalità e di fratellanza, di unione e di solidarietà, di uguaglianza e di diversità.
Il motivo principale delle lunghe discussioni e delle discordanze, talvolta a torto anche un po’ accese, è sempre la problematica per il finanziamento per le infrastrutture, per la sicurezza e la dubbia credibilità e corruzione che si accredita al Comitato olimpico internazionale.
Sarà pur vero che le ultime olimpiadi hanno lasciato dei debiti eccessivi per gli organizzatori! Bisogna però ammettere che i giochi olimpici degli ultimi cinquant’anni, come ad esempio quelle di Sochi, Torino per non dire Albertville sono per lo più state organizzate centralmente (in una sola località) e in regioni povere per non dire totalmente prive delle necessarie e svariate infrastrutture per gli sport invernali. Nessuno nel nostro cantone vorrebbe ereditare un tale scempio!
Il Comitato olimpico, in base alla sua “Agenda 2020” vuole ora promuovere il concetto che le olimpiadi invernali siano affidate a località tipiche per gli sport invernali, permettere un’organizzazione decentralizzata delle varie discipline e dei villaggi olimpici, far si che il budget per l’organizzazzione sia sostenibile e ponderato e che l’impatto sulla natura e paesaggio sia contenuto. Gli investimenti maggiori, che lasciano poi dei buchi finanziari a carco degli organizzatori sono sempre stati la costruzione delle infrastrutture mancanti come appunto villaggi olimpici, piste di ghiaccio, piste di bob, di slittino e trampolini che, finite le olimpiadi diventarono infrastrutture mai più utilizzate, amipiù mantenute e ora in deperimento. La candidatura preparata dal canton Grigioni e dalle organizzazioni economiche presenta appunto un progetto di massima molto mirato, che distribuisce le varie discipline nei luoghi meglio attrezzati del cantone con infrastrutture già esistenti e prevede una dislocazione di altre discipline fuori cantone, come ad esempio salto con gli sci a Einsideln e Engelberg.
Aggiustamenti per ev piccole costruzioni supplementari saranno progettati in modo che poi trascorse le olimpiadi restino a favore delle regioni. L’impatto sulla natura, che per le ultimi olimpiadi ha lasciato gravi ferite al paesaggio, da noi è praticamente nullo: le piste di sci alpino e di sci di fondo del nostro cantone; sono già tutte disponibili e sono costruite secondo gli standard internazionali e olimpici. Uno dei costi maggiori sarà quello della sicurezza; si ha la certezzza che l’esercito sarà partecipe e già ora di cerca coinvolgere altri cantoni, per far si che diano un aiuto alle forze di polizia grigionesi. Il progetto olimpiadi 2026 potrà essere il trampolino di lancio del nostro settore turistico e economico del canton Grigioni. Non solo i centri di St Moritz, Davos, Lenzerheide e Laax trarranno impulsi economici dal progetto olimpico; anche le regioni periferiche ne potranno beneficiare, specialmente partecipando ai lavori di preparazione e mettendo a disposizioni le proprie infrastrutture per i vari campi di allenamento delle squadre che partecipernno ai giochi. Bisogna inoltre rendersi conto che il commercio svizzero non è più basato sul solo commercio di orologi, formaggio e cioccolato; siamo per nostra fortuna diventati una delle nazioni tecnologicamente più avanzate. I nostri politecnici sono tra i migliori al mondo, sia per tecnologie informatiche e digitali, piuttosto che automazione e farmaceutica. Dire un no alle olimpiadi significherebbe mandare un segnale estremamente negativo sulla nostra concezione di apertura anche tecnologica agli investitori esteri.
Per queste considerazioni il Gran Consiglio, il Governo e tutte le associazioni economiche vi chiedono di votare un convinto si all’investimento di 25 milioni per preparare in dettaglio la candidatura definitiva per le olimpiadi invernali 2026 nei Grigioni. Bisogna infine precisare che concretamente il costo per il canton Grigioni sarebbe di 9 milioni, gli altri 16 milioni andrebbero a carico di Swiss Olimpic e della Confederazione.

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