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Regionale
giovedì 17 maggio 2018.
Una donna alla guida!
Rosi a Marca la prima maestra di guida del Moesano.

Nell’ambito del nostro lavoro redazionale tendente a far conoscere le donne del Moesano che si distinguono, abbiamo rivolto alcune domande alla signora Rosi, la prima donna maestra di guida della regione Moesa, sui motivi che l’hanno condotta a scegliere questa professione.





Ecco cosa ci ha risposto:

Buongiorno signora Rosi ci racconta come mai ha scelto di fare la maestra di guida?

Io provengo dal campo dell’abbigliamento, un mondo completamente diverso. Un mondo bellissimo ma che difficilmente si riesce a conciliare con i normali ritmi di una famiglia. Ad un certo punto per potermi dedicare completamente alla mia famiglia mi sono presa una lunga pausa dedicandomi, nel frattempo, anche alla politica ma da quando mia figlia è cresciuta e non ha più avuto bisogno della mia continua presenza ho pensato di inventarmi qualcosa di nuovo. Un lavoro attraverso cui avrei potuto trasmettere qualcosa agli altri. A me piace molto guidare e trovandomi spesso sulle strade ho potuto notare che i conducenti mancano spesso di attenzione, di regole e soprattutto di rispetto per gli altri. Ho così deciso di assumere come missione il compito d’insegnare a guidare. Di insegnare ai futuri conducenti la buona guida, il rispetto delle regole e degli altri. E così dopo quasi tre anni di studio ho ottenuto il diploma Federale di maestra conducente. Una bella soddisfazione personale.

In quanto donna ha incontrato difficoltà particolari nell’intraprendere tale attività?

No, anche perché ci sono già delle donne che lavorano in quest’ambito. A scuola, dove il genere femminile non mancava, eravamo in cinque, nonostante quello che si dice sui rapporti tra donne, non ci sono state difficoltà e, anzi, con le colleghe abbiamo creato un bell’ambiente tanto che con due di loro è rimasta una bella amicizia.

Come si svolge la sua giornata tipo?

Giornata normalissima. Questo è un lavoro che posso gestire a mio piacimento anche se anch’io devo rispettare le esigenze degli allievi. Per principio non vorrei iniziare troppo presto ma a volte devo anche farlo perché spesso ci sono esami che si tengono prestissimo. Non sono comunque sotto stress. Conduco anche i corsi serali di sensibilizzazione. Lezioni di teoria stradale obbligatorie per gli allievi prima di potersi iscrivere all’esame pratico di guida.

Riesce a conciliare il lavoro con la sua vita familiare di moglie e di madre?

Si, senza problemi! Anche perché mia figlia è già grande, tra l’altro sta imparando a guidare, esce al mattino e ritorna di sera come del resto mio marito e quindi posso usare bene il mio tempo senza patemi d’animo, anzi a volte mi torna comodo qualche impegno serale così ho una buona scusa per non pensare alla cena e magari trovarla pronta…

Ha qualche episodio particolare che le è capitato e che vuole raccontarci?

A me piace osservare gli altri per capirli e poterli gestire al meglio. Come maestra di guida devi saper valutare chi ti sta di fronte. Ho diversi aneddoti ma il più particolare è quello di una ragazza che teneva molto al suo aspetto fisico e guardava gli specchietti solo per controllare la tenuta del trucco per cui ho dovuto escogitare uno stratagemma per insegnarle ad usarli nel modo giusto. Quando pronunciavo la parola RIMMEL lei sapeva che doveva dare un’occhiata allo specchietto centrale come se dovesse truccarsi. Alla fine è diventato un gesto automatico non solo per il trucco ma anche per la sicurezza. Anche con un ragazzo che non guardava mai il “punto cieco” e non girava volentieri la testa ho dovuto inventarmi un trucchetto per abituarlo a quel gesto. Capendo che aveva una particolare attrazione per le ragazze bionde, quando volevo ricordargli che doveva girare la testa gli dicevo la parolina magica “bionda” e lui lo faceva immediatamente. Alla fine anche per lui, quel gesto, è diventato automatico anche senza la "bionda". Bisogna saper trovare il giusto equilibrio in modo da rendere piacevole anche la lezione più seria ottenendo così il risultato voluto.

Consiglierebbe questo lavoro ad altre donne e quali doti, secondo lei, deve possedere chi si avvicina a questa professione?

Competenza, calma, pazienza e anche psicologia sono le qualità che bisogna possedere per gestire bene questo tipo di lavoro. Quando si guida non si sta giocando e questo bisogna farlo capire subito perché una "cattiva" guida può mettere in pericolo il conducente ma soprattutto anche gli altri utenti della strada. Spesso ci si trova in situazioni particolari per cui bisogna avere il sangue freddo e reagire rapidamente ma senza spaventare l’allievo e solo dopo, a macchina ferma, discuterne con lui in modo da evitare che simili situazioni si possano ripetere. Per il resto è un lavoro che consiglio vivamente perché ti permette di trasmettere ad altri le giuste competenze che saranno utili per rendere più piacevole e sicura la guida sulle strade.


Un bel sorriso di una allieva soddisfatta della sua maestra

Per chi volesse saperne di più:
www.scuolaguidaconrosi.ch
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Mio nonno mi ha insegnato la lealtà e l’onestà.
Sarebbe bastato avere un nonno diverso e magari adesso sarei potuto essere un parlamentare.

(Flavio Oreglio)

 
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