La serata del 24 agosto scorso é stata interessante e ringrazio chi ha fatto il possibile affinché tutti e tre i progetti fossero illustrati al numeroso pubblico presente. Hanno suscitato il mio interesse in particolare i primi due progetti e, di primo acchito, di più il secondo perché elaborato nel rispetto del territorio e partendo da una concezione attuale dell’architettura che mira a trasformare gli spazi più a misura dell’uomo. Al centro non è il cemento e l’automobile ma i rapporti sociali, culturali economici.
Il progetto Arnaboldi (terzo della serie presentata) prevede di lasciare una via di transito nord-sud (cantonale) pensando che Roveredo potesse diventare come Barcellona o Locarno (sic, avete in mente la strada che da Gordola passa per Minusio, Muralto, Locarno, Solduno?) Secondo gli autori, questa soluzione porterà indotto attraverso nuovi posti di lavoro in centro. Una specie di quartiere degli affari insomma, costruito attorno ad un autosilo e a tre o quattro blocchi ben visibili, che darebbero al centro parvenza di città. E, tanto è stata approfondita e seria la riflessione per questo progetto, che non uno degli esperti del gruppo promotore, ha saputo rispondere se una nuova strada cantonale può in effetti attraversare un paese, né a che velocità si può ridurre il traffico. Tanta superficialità non promette gran che di buono.
Il progetto Miller Maranta, collega il passato anche remoto ad un futuro da costruire in modo sostenibile e armonico. Propone di togliere quella crosta di cemento dell’autostrada recuperando il punto nodale della piazza sotto la riva del Sant - antico crocevia e successiva piazza della Stazione. L’effettiva ricucitura avverrebbe attraverso una graduale rioccupazione degli spazi liberati dall’autostrada, con unità abitative. Reinterpretando in chiave moderna antichi nuclei, con tanto di piccole corti e aperture su vicoli e piazzette, il tutto si inserirebbe in modo armonioso nella cosiddetta zona della ricucitura restando in relazione con gli edifici (di prima e di dopo la costruzione dell’autostrada) presenti. Tale quartiere si allunga verso la zona dei Mondan, sistemata come parco multiuso, che a sua volta si snoda lungo un viale sulla Moesa fino alla piazza Sott ai Nos.
Senza stravolgere le caratteristiche del paese, il progetto non preclude anche la creazione di nuovi spazi lavorativi e commerciali, da situare in palazzine dai volumi proporzionati all’insieme. Il tutto sarebbe da far crescere nel tempo, ricucendo così attraverso un processo quasi naturale simile alla cicatrizzazione di una ferita, la vita sociale degli uomini che vi abiteranno e vi lavoreranno. La cantonale rimarrebbe sulla riva destra della Moesa come fino ad ora, salvo la deviazione di Piaza.
I vecchi ponti della ferrovia, che sono dei bei manufatti, secondo questo progetto possono rimanere per un uso futuro e per crearvi una pista ciclabile che passa da un paese all’altro. Altre vie si snodano per facilitare il traffico locale. La mia descrizione è parziale e lacunosa, ma vorrebbe solo fungere da spunto ad altre riflessioni.
Credo che gli abitanti di Roveredo hanno il dovere di informarsi e di esprimere le loro opinioni in merito. O vogliamo perdere anche questa occasione? Spero che ci saranno ancora occasioni per il dibattito.
Renata