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Come ricucire il paese di Roveredo?

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tabula rasa
16 febbraio 2012, di amamao,

Roveredo deve tornare ad essere un paese e non più un agglomerato di case con un’autostrada nel centro. Perciò per prima cosa, a mio modesto avviso, è necessario eliminare fisicamente quel mostro di cemento che invade il nucleo. In seguito andranno ricucite le arterie (che sono i vicoli e le strade) e infine i centri nervosi (che sono gli spazi comunitari). Una volta che la struttura sarà stabilizzata crescerà di sua sponte il tessuto connettivo (le abitazioni, gli spazi commerciali, etc.).
Un paese è un organismo vivente. Come tale va curato quando ferito gravemente. Nella speranza che nel frattempo non cessi di vivere a causa di (ironia della sorte) sterili... polemiche.

Come ricucire il paese di Roveredo?
23 ottobre 2011, di dada,

Evitando fasulle elucubrazioni sociologiche, che nascondono senza dubbio palesi interessi economici: abbiamo bisogno di che cosa, in realtà? Forse solo di una nuova opportunità di incontro e di dialogo: per questo bastano delle panchine, del verde ed uno spazio "qualunque", oggi più che mai raro.

Serata informativa. riflessioni
30 agosto 2011, di Rena,

La serata del 24 agosto scorso é stata interessante e ringrazio chi ha fatto il possibile affinché tutti e tre i progetti fossero illustrati al numeroso pubblico presente. Hanno suscitato il mio interesse in particolare i primi due progetti e, di primo acchito, di più il secondo perché elaborato nel rispetto del territorio e partendo da una concezione attuale dell’architettura che mira a trasformare gli spazi più a misura dell’uomo. Al centro non è il cemento e l’automobile ma i rapporti sociali, culturali economici.
Il progetto Arnaboldi (terzo della serie presentata) prevede di lasciare una via di transito nord-sud (cantonale) pensando che Roveredo potesse diventare come Barcellona o Locarno (sic, avete in mente la strada che da Gordola passa per Minusio, Muralto, Locarno, Solduno?) Secondo gli autori, questa soluzione porterà indotto attraverso nuovi posti di lavoro in centro. Una specie di quartiere degli affari insomma, costruito attorno ad un autosilo e a tre o quattro blocchi ben visibili, che darebbero al centro parvenza di città. E, tanto è stata approfondita e seria la riflessione per questo progetto, che non uno degli esperti del gruppo promotore, ha saputo rispondere se una nuova strada cantonale può in effetti attraversare un paese, né a che velocità si può ridurre il traffico. Tanta superficialità non promette gran che di buono.
Il progetto Miller Maranta, collega il passato anche remoto ad un futuro da costruire in modo sostenibile e armonico. Propone di togliere quella crosta di cemento dell’autostrada recuperando il punto nodale della piazza sotto la riva del Sant - antico crocevia e successiva piazza della Stazione. L’effettiva ricucitura avverrebbe attraverso una graduale rioccupazione degli spazi liberati dall’autostrada, con unità abitative. Reinterpretando in chiave moderna antichi nuclei, con tanto di piccole corti e aperture su vicoli e piazzette, il tutto si inserirebbe in modo armonioso nella cosiddetta zona della ricucitura restando in relazione con gli edifici (di prima e di dopo la costruzione dell’autostrada) presenti. Tale quartiere si allunga verso la zona dei Mondan, sistemata come parco multiuso, che a sua volta si snoda lungo un viale sulla Moesa fino alla piazza Sott ai Nos.
Senza stravolgere le caratteristiche del paese, il progetto non preclude anche la creazione di nuovi spazi lavorativi e commerciali, da situare in palazzine dai volumi proporzionati all’insieme. Il tutto sarebbe da far crescere nel tempo, ricucendo così attraverso un processo quasi naturale simile alla cicatrizzazione di una ferita, la vita sociale degli uomini che vi abiteranno e vi lavoreranno. La cantonale rimarrebbe sulla riva destra della Moesa come fino ad ora, salvo la deviazione di Piaza.
I vecchi ponti della ferrovia, che sono dei bei manufatti, secondo questo progetto possono rimanere per un uso futuro e per crearvi una pista ciclabile che passa da un paese all’altro. Altre vie si snodano per facilitare il traffico locale. La mia descrizione è parziale e lacunosa, ma vorrebbe solo fungere da spunto ad altre riflessioni.
Credo che gli abitanti di Roveredo hanno il dovere di informarsi e di esprimere le loro opinioni in merito. O vogliamo perdere anche questa occasione? Spero che ci saranno ancora occasioni per il dibattito.
Renata

Come ricucire il paese di Roveredo?
24 agosto 2011, di Rena,

… difficile ricucire ciò che ha diviso negli ultimi decenni Roré in tutti i sensi. Il paese è stato colpito al cuore decenni fa buttando giù un quartiere secolare, vero centro del paese. Con quella rottura, a mio modo di vedere, non si sono portate via soltanto pietre e devastate piazze, ma si è aperta una voragine in quello che in un paese rappresenta l’anima vitale, il centro crocevia, dove la gente si incontrava con facilità a piedi. Oggi lì c’è un’autostrada, due sottopassaggi, la strada principale sempre intasata, al centro c’è il traffico, qualche banca e uffici commerciali, oltre ad alcuni negozi. La gente se vuole soffermarsi lo può fare standosene attorno seduto ai bar a guardare chi viene e va per lo più in automobile. L’incontro tra le persone è disturbato dal rumore, dai gas, dal dover tirar dentro i piedi affinché i passanti non inciampino. Possiamo dunque già immaginarci come potrà essere il paese lasciando in mezzo una strada cantonale.
Sarà più semplice guardare chi passa da sinistra a destra o da destra a sinistra, in automobile, in camion, camioncino, in bus…domani magari anche con il treno. Tra un veicolo e l’altro forse si potrà vedere chi c’è dall’altro lato della strada, un bambino che vuole raggiungere il proprio amico che corre dall’altro lato e la mamma che gli grida fermati! Se vorrò salutare qualcuno dall’altro lato lo farò ad intermittenza, a segni o magari mandando un sms… E la chiamano ricucitura?
Ma la vera ricucitura non credo ci sarà, finché non ci sarà vero incontro tra le parti, finché non avremo imparato a parlarci e ad ascoltarci o magari ad esprimerci apertamente non solo in segreto tra fazioni piccole o grandi. Finché non ci sarà incontro niente sarà ricucito a Rorè. E sembra così facile a dirlo da fuori….e da dentro?

Come ricucire il paese di Roveredo?
25 luglio 2011, di duda,

Una piazza come punto di ritrovo per grandi e piccoli, con alberi, panchine, parco giochi, adatta anche per manifestazioni tipo 1. maggio, cinema all’aperto, concerti, ecc.
Si potrebbero anche mettere a disposizione degli spazi alle associazioni del luogo, ad esempio alla Skatepower che sta cercando un terreno per allestire uno skatepark per i giovani della valle.

Si potrebbero fare tante cose...
Tipo mandare un questionario a tutti i fuochi per sapere cosa ne pensa la popolazione, ma prima di presentare i 3 progetti prescelti, anzi mi correggo, prima di presentare il progetto prescelto, perché effettivamente ne hanno presentato solo uno, ovviamente quello con meno verde...

Come ricucire il paese di Roveredo?
14 giugno 2011, di tuto,

Un piccolo parco,una decina di alberi,una fontana,un`altalena e una semplice strada di quartiere farebbero poi cosi schifo?

Come ricucire il paese di Roveredo?
5 giugno 2011, di GIOVA,

Nelle piazze e nei ritrovi pubblici si sente spesso parlare della ricucitura del paese, alcuni ne parlano in modo molto oggettivo e competente, altri senza alcuna cognizione di causa e molti altri semplicemente in modo emozionale.
Ora che si mette a disposizione un forum di discussione, molto ezzeccato e funzionale, nessuno osa esprimere le proprie opinioni, i propri dubbi o semplicemente i propri apprezzamenti a quanto si sta sviluppando nel nostro paese.
Per quali motivi pochissimi fanno uso di questa opportunità? Per incapacità ad usare il forum? Per disinteresse alla problematica? Per paura di esprimere pubblicamente le proprie idee? Per paura di essere tacciato ignorante o arrogante? Per paura di urtare il potere politico o economico? Per incapacità di espressione o scrittura? Per quale altro motivo?
Qualunque sia la giustificazione è un grande peccato.

Come ricucire il paese di Roveredo?
24 maggio 2011, di Mauro,

Ripristinare la situazione antecedente l’autostrada con una bella stazione turistica.

Non consiste tanto la prudenza dell’economia nel sapersi guardare dalle spese, perché sono molte volte necessarie, quanto in sapere spendere con vantaggio.

Francesco Guicciardini, Ricordi, 1512/30

 
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